domenica 10 luglio 2011
Quintana di Luglio 2011 - Le Pagelle
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lunedì 2 agosto 2010
Quintana di Agosto 2010 - Le Pagelle
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domenica 11 luglio 2010
Quintana di Luglio 2010 - Le Pagelle
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lunedì 4 agosto 2008
Quintana di Agosto 2008
Gubbini a Luglio è stato fortunato. Si, dai... Innocenzi in pratica non ha gareggiato, Capriotti ha perso due cavalli e Veneri è uscito di pista. Gli altri poi non erano competitivi. Già... e poi lo sappiamo che Gubbini non regge la tensione...
Nonostante il dualismo Gubbini-Veneri abbia animato le ultime due giostre, in quella di Agosto è riemerso anche il terzo incomodo: il cavaliere giostrante Re Emanuele Capriotti che ha difeso i colori rosso-azzurri di Porta Romana, il mio sestiere. Dalle pagine de "Il Quintanaro", pubblicazione che veniva distribuita a tutti gli spettatori all'ingresso al Campo dei Giochi, il nostro Console Luigi Tulli era stato categorico dicendo (cito a memoria) che "il cavaliere più forte ce lo abbiamo ancora noi". Io, sotto sotto, comincio a pensare che sia vero! Parliamoci chiaro: Emanuele non doveva dimostrare nulla a nessuno visto che 6 quintane vinte in 10 partecipazioni sono una prova che convicerebbe chiunque, ma prendere un cavallo - e che cavallo: Carioca! - a pochissimi giorni dalla giostra e mancare lo spareggio per soli 6 punti, ebbene questo può tranquillamente andare nell'Enciclopedia Britannica alla voce "Impresa". La perdita di Atlanda, la forma non proprio smagliante di Sbottonata e l'infortunio occorsole nella Giostra di Luglio, la paura di essere rimasti senza cavalcature all'altezza... bé, diciamo che Carioca ha dato una bella botta di entusiamo agli animi di tutti noi rosso-azzurri! Personalmente - e tengo a precisare che non sono un tecnico, ma solo un attento appassionato - ho visto la nostra cavalcatura decisamente "brillante", forse ancora un po' "disordinata" nelle curve (specialmente in quella che precede il primo assalto al Moro, dove la velocità è davvero elevata) ma vale la pena ricordare che l'anumale in questione non aveva mai partecipato alla nostra Quintana, eppure è riuscita a competere con Golden Open e Runa. Che dire? Sono ben contento...
...e come me sono ben contenti tutti gli appassionati: nei prossimi anni vedremo delle quintane incredibili! La coppia Gubbini-Runa è stata una magnifica rivelazione, Veneri è una sicurezza e sopra a Golden Open è davvero terribile, Emanuele è sempre un campione e se ha risolto i problemi di cavalcatura darà del filo da torcere a tutti: prepariamoci a vederci ricambiato il prezzo del biglietto in adrenalina pura!
E ora - per non smentirmi mai - le note dolenti. In primis il disordine del corteo di ritorno (come al solito, non c'è nulla da aggiungere). Ma la cosa secondo me più grave in assoluto è stata la virata che ha portato i gruppi dei musici dei diversi sestieri ad abbandonare la tradizionale chiarina, optando in favore di quelle con i pistoni. Ma lo vogliamo capire che la sfilata non è la gara dei musici, e che la Tradizione è la Tradizione? Se io fossi l'Ente Quintana interverrei per chiarirle bene, queste cose... ma io sono solo io e l'Ente Quintana non farà nulla. Ah, e già che si parla di tradizione... ma perché prima della Giostra, invece di fare un bel numero di sbandierata ascolana, con gli sbandieratori che formano - come ai bei vecchi tempi - la "A" di Ascoli e tante bombe che volano in cielo, ci ripropinano sempre il luuuuuungo ed insopportabile numero della Grande Squadra del sestiere che vince la gara cittadina degli sbandieatori? Già la sbandierata ascolana non si vede più per colpa di qusta moda delle gare degli sbandieratori, almeno alla Quintana ricordiamoci chi siamo!
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venerdì 18 luglio 2008
Quintana di Luglio 2008 - Rettifiche
Mi scuso ancora e ringrazio sentitamente la persona (con cui sono stato al telefono fino a pochi minuti fa) che mi ha spiegato come stanno le cose: il nome non lo metto per amor di privacy, lui lo sa perché mi legge... io comunque lo ringrazio ancora per essersi preoccupato di mettermi al corrente di certe cose! Forza Emanuele e Forza Porta Romana!
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lunedì 14 luglio 2008
Quintana di Luglio 2008
Per una cronaca dettagliata vi rimando al blog Quintanaro Moderno (e colgo anche l'occasione per encomiare pubblicamente il lavoro di questi 4 ragazzi). Alcune considerazioni vanno però aggiunte.
Il nuovo Campo dei Giochi è un lavoro fatto nella triste maniera a cui l'attuale amministrazione ci ha abituato (si veda il recente scollamento dei sampietrini dalla pavimentazione di Piazza Arringo). Dal punto di vista funzionale lascia parecchio a desiderare: la nuova gradinata nord presenta una curvatura che allontana la zona centrale dalla pista, peggiorando sensibilmente la visibilità. Il nuovo cassero poi è una vera e propria oscenità se paragonato al vecchio, il colpo d'occhio generale è pressoché patetico. Infine mi pare che non sia stato fatto assolutamente nulla per risolvere il problema fondamentale del nostro Campo dei Giochi: la scarsa qualità della pista, che tanto è costata alla nostra Quintana in termini di infortuni alle cavalcature. La voglia sarebbe quella di criticare pubblicamente chi ha delle responsabilità oggettive, facendo nomi e cognomi... ma non avrebbe senso, quindi conviene chiuderla qui.
Il nuovo regolamento prevedeva penalità per quei sestieri i cui figuranti o tifosi avessero insultato i membri dell'ente quintana, i cavalieri giostranti o le figure istituzionali. Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché nulla è stato fatto contro quel manipolo di tifosi di Solestà che ha continuamente insultato il Sindaco (chiamandolo esplicitamente per nome). Un'altra norma del regolamento prevede che una volta dato il "via" al cavaliere giostrante, questo abbia 2 minuti per iniziare la tornata. Qualcuno dovrebbe allora spiegarmi perché la prima tornata di Luca Innocenzi per Solestà sia stata dichiarata nulla dopo più di tre minuti dal "via".
Il corteo di ritorno è stato deturpato due volte. La prima volta dall'ingresso dei tifosi di Porta Tufilla che - per esprimere la loro gioia incontenibile e assolutamente condivisibile - hanno ben pensato di immettersi tra i figuranti, rovinando quella che sarebbe dovuta essere una vera e propria solenne marcia trionfale. Il secondo sfregio è stata la presenza di un omone in abiti borghesi e scarpe da tennis, munito di auricolare: il body-guard di Luca Innocenzi, cavaliere di Solestà. Probabilmente uno dei quattro gorilla che lo scorso anno si resero protagonisti del pestaggio ai danni di una ragazzina di 16 anni: un vero esempio di coraggio. Ma non c'erano delle sanzioni economiche per i sestieri che rovinavano il corteo? Ah, dimenticavo... qui si parla di Solestà... Questo non fa che dare ulteriore credito a chi insiste nel dire che al sestiere giallo-blu sia riservato un trattamento di favore.
Due parole per il mio Sestierie: Porta Romana. Quando nel 2003 l'esordiente Emanuele Capriotti in sella ad Atlanda riportò il Palio nel sestiere rosso-azzurro dopo 15 anni di sconfitte, molti salutarono l'avvento di una nuova era. Negli anni successivi il giovane Emanuele ha dato continuamente prova del suo valore, collezionando 6 vittorie su 9 partecipazioni. E che vittorie: a contendergli il palio c'erano Innocenzi, Persichini, Foglia, Melosso e soprattutto il campionissimo Luca Veneri. Personalmente però temo che qualcosa si sia inceppato. Il rifiuto di Allarme Rosso due anni fa e quello recentissimo Runa - cavallo capace di portare Gubbini alla vittoria - si sono posti in una sorta di funesta congiunzione astrale con gli infortuni della fenomenale Atlanda e Sbottonata. Quando si dice la Sfiga...
E infine Massimo Gubbini. Non si può che concludere parlando del vincitore. Molti gli imputavano il difetto di non saper mantenere la concentrazione in situazioni di estrema pressione. E questo nonostante avesse sconfitto per ben due anni consecutivi Emanuele Capriotti alla finale diretta della giostra di Valfabbrica. Credo comunque che la freddezza con cui il nostro Massimo abbia corso la sua Quintana d'esordio abbia fugato ogni dubbio: siamo davanti ad uno veramente tosto. E questo deve far piacere ad ogni quintanaro: le prossime giostre si preannunciano davvero spettacolari...
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lunedì 2 giugno 2008
Caro Marco...
Caro Marco,
il 99mo Diro d'Italia è finito questo pomeriggio. Io ho guardato l'ultima tappa in TV: una cronometro di una trentina di chilometri, che ha portato la carovana rosa a Milano, sotto un cielo lattiginoso che faceva quasi sentire la sua afa anche dall'altra parte del televisore.
Confesso che ormai da qualche anno seguo la corsa rosa con meno entusiasmo. E anche il Tour de France. E anche tutto il ciclismo in generale. E si, che potrei ancora definirmi un appassionato di questo sport. Di bravi ciclisti, di campioni in grado di rendere queste gare interessanti ce ne sono in grand quantità. Ma c'è qualcosa che manca, qualcosa che forse non saprei nemmeno definire, ma se ci dovessi provare...
Se ci dovessi provare direi che mancano gli eroi. Manchi tu, Marco, l'ultimo della stirpe dei Coppi e dei Bartali, dei Magni, dei Gimondi e - perché no - dei Malabrocca. Manca l'uomo che ha il guizzo, l'uomo che si spende, l'uomo che attacca, l'uomo che scala e che sale verso l'alto, quasi volasse. Manca chi regala i sogni al pubblico e lo tiene incollato alla TV, manca chi regala le imprese, manca chi mi fa sembrare divertente passare ore e ore a pedalare in salita. Pensa che siamo in un periodo talmente triste che il Tour de France è stato vinto per 5 volte da uno che fa solo una corsa all'anno.
Mancano quelli come te, Marco, che te ne sei andato troppo presto, in mezzo ad accuse infamanti che nessuno è mai riuscito a provare oggettivamente. Ma non è di questo che voglio parlare: non ne ho ne il diritto ne la capacità. Mi fermo alle biciclette, alle ruote, alle strade e alle salite.
E prima di salutarti non posso che pensare al prossimo anno. Il 2009 sarà l'anno del centenario del Giro, un anniversario importante per tutti gli appassionati. Che bella immagine, il numero cento: due bei "zeri" rotondi come le ruote della bici... ma qualcosa mi dice che, senza di te, sarà un cento "strano", a cui mancherà il numero uno.
Ciao Marco.
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lunedì 19 maggio 2008
Degrado urbano
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venerdì 16 maggio 2008
Stairway to Heaven
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sabato 5 aprile 2008
Tanti auguri, Actarus!

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mercoledì 6 febbraio 2008
Carnevale 2008
Ah, dimenticavo... siamo già al lavoro per il prossimo anno: se tutto andrà come deve andare finalmente ri-parteciperò al conocorso delle maschere.
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sabato 2 febbraio 2008
Candelora e San Biagio

Davanti al Duomo di Ascoli si vendono le cosiddette Ciambelle di San Biagio, la cui festività cade il giorno seguente alla Canelora, il 3 febbraio. Qui in Ascoli il sudetto santo è protagonista di due particolari formule idiomatiche. La prima consiste nella semplice invocazione del suo nome - "Oh, Sante Biage!"[1] - quando qualcuno - specialmente se in tenera età - tossisce, essendo San Biagio il protettore del mal di gola. La seconda espressione è "Sante Biage fa la caretà a lu Ddome" la cui traduzione letterale è "San Biagio fa la carità al Duomo". Anni addietro, davanti al Duomo di Ascoli sorgeva infatti una piccola chiesetta dedicata a San Biagio - di cui oggi è ben visibile solo l'antica pianta sul lastricato della piazza - che era piccola cosa al cospetto della maestosa Cattedrale. L'espressione viene dunque usata ogni volta che il piccolo vuole dare il suo contributo all'opera del grande.
--[1] Nel dialetto ascolano la "e", a meno che non sia accentata, non si pronuncia. Nella parola "Biage" la "g" scivola quasi verso la "sc".
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lunedì 14 gennaio 2008
Torna la maglia nera
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venerdì 4 gennaio 2008
Purgatory
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mercoledì 14 novembre 2007
Ungula Secta
Giovedì sono in pausa pranzo con i colleghi al centro commerciale davanti il nostro ufficio. Il $SelfServiceEconomico è chiuso. Alla $Pizzeria (che noi chiamiamo amichevolmente "da Quentin" a causa della spiccata somiglianza tra il pizzaiolo e Quentin Tarantino) c'è una fila indicibile. C'è il $Bar, ma uno di noi ci ha imposto una campagna di boicottaggio (a causa dell'aumento di 50 cets sui primi, dopo i rincari di grano e pasta). Dove mangiamo? La soluzione è al supermercato. Al banco rosticceria, per la precisione...

8 etti di gloriosissima porchetta, con 4 panini abilmente farciti e scaldati al microonde. Spettacolo!
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venerdì 9 novembre 2007
Incontri danteschi
- 9 e 23 Novembre
- 10 Dicembre
- 11 e 25 Gennaio
- 15 e 29 Febbraio
- 14 Marzo
- 11 Aprile
- 9 e 23 Maggio
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venerdì 26 ottobre 2007
One way ticket to hell... and back!
Ho finito di leggere l'Inferno!!!
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mercoledì 19 settembre 2007
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giovedì 19 luglio 2007
La Maglia Nera
Un unico attore sul palco.
Scenografia inesistente: solo una strana bicicletta ed una brocca d'acqua.
Questo è "La Maglia Nera", spettacolo teatrale scritto ed interpretato dal bravissimo Matteo Caccia. Un viaggio a tappe - 6, per la precisione - nel mondo del ciclismo d'altri tempi, quello degli eroi e delle imprese, quello dei corridori che andavano alle corse in treno, dormendo lungo i vagoni abbracciati alle loro biciclette, quello di Coppi e Bartali (ma anche quello dell'Italia post-bellica divisa tra PCI e DC, quello della Jugoslavia in cui i ciclisti italiani, oltre a correre in bicicletta, arrotondavano lo stipendio vendendo di contrabbando tutte quelle merci che il regime di Tito aveva vietato, dei ciclisti che per lavoro facevano i muratori o i garzoni di macelleria). Un mondo che oggi potrebbe apparire surreale, che ci viene presentato attraverso gli occhi del grande Luigi Malabrocca, il "Cinese" di Garlasco (scomparso meno di un anno fà), famoso non tanto per le sue doti di ottimo ciclista, ma per essere un abitueé dell'ultimo posto nella classifica del Giro d'Italia, peculiarità che gli permise di costruire la sua popolarità e di prendersi soddisfazioni anche sul piano economico. In particolare, nel giro del 1949 la sua rivalità col muratore vicentino Sante Carollo (scomparso nel 2004) per la corsa all'ultimo posto appassionò l'Italia quanto quella che c'era in testa alla corsa, tra Coppi e Bartali. E chi, come me, ama la bicicletta, non può fare a meno di pensare...

Cosa spinge me e tanti altri cicloamatori del finesettimana a macinare kilometri e kilometri sulle nostre biciclette? L'esigenza di perdere peso e mantenersi in forma? Anche. Ma per una buona fetta di appassionati - chiamateli sognatori o "bambinoni" o come altro volete voi, ma io credo di essere uno di loro - la motivazione è anche un' altra. Quanti di noi, quando affrontano una salita che spezza il fiato, non sentono di avvicinarsi ai propri idoli di infanzia? Non ci sentiamo coriacei come Magni, ostinati come Gimondi, instancabili come Bartali, entusiasti come Pantani? Quando teniamo il passo non ci sentiamo forse in competizione con un cronometro fantasma, come Moser? E quando scattiamo, non sentiamo le nostre gambe esplodere tutta la loro potenza, come facevano quelle di Cipollini? Come? Non ho citato Coppi? No, bè... lui era perfetto, ed io perfetto non mi ci sento mai... Ma in questa nostra imperfezione (chi con troppa panza, chi senza fiato, chi con il dolore ad un ginocchio, chi con la bici troppo pesante o con le ruote sgonfie) ci setiamo come i ciclisti del passato, e affrontiamo la fatica con lo spirito del Pirata: "La fatica in montagna per me è poesia".
Tornando allo spettacolo: se potete andatelo a vedere e lasciatevi emozionare. E se avete la fortuna di poterlo vedere all'aperto (come è capitato a me nella splendida cornice di Piazza Arringo, nell'ambito dell'Ascoli Festival) potreste anche portarvi la bici da casa ed usarla al posto della poltrona. E grazie a Matteo, che ha risvegliato in tutti noi (ad assistere allo spettacolo c'erano diversi miei amici "filosofi" del pedale) il desiderio nascosto di poterci rinchiudere dentro una biglia di plastica, e rimanere lì, per far ridere e sognare i bambini che giocano sulla spiaggia.
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Giulio Petrucci
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martedì 10 luglio 2007
Maravilhosa Selma!
W Brazil!Até logo!
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