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venerdì 22 luglio 2011

Afterhours live a Recanati - Lunaria 2011

Gli Afterhours sbarcano a Recanati per il festival Lunaria che trova spazio nel loro tour estivo. Piazza Leoprardi piuttosto piena, cielo stellato sopra di noi. Ma andiamo con ordine...

Tracklist:
  • La verità che ricordavo
  • Estate
  • Germi
  • La vedova bianca
  • La sottile linea bianca
  • E' solo febbre
  • Ballata per la mia piccola iena
  • Bunjee jumping
  • Milano circonvallazione est
  • Pochi istanti nella lavatrice
  • Siete proprio dei pulcini
  • Il sangue di Giuda
  • Pelle
  • Bye bye Bombai

Primo bis:
  • Carne fresca
  • Pop
  • Ci sono molti modi

Secondo bis:
  • Bianca
  • Il paese è reale
  • Quello che non c'è

Terzo bis:
  • Non si esce vivi dagli anni '80
  • Male di miele
  • Voglio una pelle splendida

Il concerto parte in quinta, con i ragazzi che ci danno dentro e Manuel che fa roteare il microfono tenendolo per il filo. Da questo - e solo da questo - si capisce che il primo pezzo è "La verità che ricordavo"... il suono, purtroppo è un magma indecifrabile, il violino è rumore, le chitarre di Ciccarelli e Iriondo hanno un suono zanzarosissimo. Purtroppo la scarsa resa sonora, dalla quale sembra salvarsi solo la batteria di Prette, sarà una costante di tutto il concerto. Agnelli è in forma smagliante, palestrato oltre ogni misura, non si risparmia in nulla anche se l'interazione con il pubblico è ridotta a nulla. Mentre il concerto va avanti il suono migliora un po', i cori si fanno più intonati, il pubblico è caldo. Lo show va avanti per quasi due ore, con tre bis in cui l'ego di Agnelli - che regala al pubblico anche un intermezzo al piano solo - esplode. Da fan della band milanese posso tranquillamente dire di aver apprezzato il concerto. Con occhio/orecchio più distaccato devo aggiungerci un "però". Sarà stato il pessimo suono, ma mi sembra che gli arrangiamenti fossero un pò confusionari, poco curati, con una buona percentuale di "volume di fuoco" fine a sé stesso. Una nota estremamente positiva invece è la performance dell'immenso Giorgio Prette dietro ai tamburi: preciso, pulito, essenziale. Una nota di colore: al terzo bis, su "Male di miele" mi sono fatto trascinare da chi avanzava dalle retrovie e ho guadagnato le primissime linee per buttarmi nella mischia. A parte il fatto che la mischia vera e proprio non c'era, nel marasma generale ho visto un ragazzo che aveva una t-shirt con una tartaruga bianca e nera. Qualche anno fa, non avrei mia creduto/sperato di vedere qualcuno con una t-shirt di CasaPound ad un live degli Afterhours... i tempi stanno cambiando? Speriamo di sì!

mercoledì 8 aprile 2009

Ascolti per la Settimana Santa

Una sera. Una bella sera. Scambio frenetico di CD. E viene fuori un quasi-palinsesto di ascolti per la Settimana Santa. Quanto segue è puramente un consiglio (in primis rivolto a me stesso) per chi voglia usare la musica per entrare meglio nel clima del periodo Pasquale.

Giovedì Santo. Poco da scegliere. Spero di non commettere un assurdo se consiglio a tutti la "Missa Pange Lingua" dell'immenso Josquin des Prez (recentemente acquistata dal sottoscritto su amazon.co.uk nell'edizione del coro della Cattedrale di Westminster). Un'opera in cui si realizza un pieno sodalizio tra perfezione formale e ispirazione profonda. Giusto per storpiare un comune modo di dire: genio e regolatezza.

Venerdì Santo. Anche questa è facile. Consiglio a tutti la "Passio DNJC secundum Joannem" (che io posseggo nell'edizione Naxos, anche se alcuni miei amici puristi storcono il naso). Minimalismo, un misticismo non di maniera ma che sembra poggiare su una sentita devozione, un profondo senso di pietà. Il tintinnabulum, il principio per cui 1+1=1. Da ascoltare e riascoltare (e riascoltare).

Sabato Santo. Questa è difficilissima. Il Sabato è il giorno del silenzio. Se mi è permessa una parabola azzardata, è come se percepissi di essere in un giorno senza Dio. Come una cassa vuota che risuona di un silenzio assordante. Allora, per il Sabato Santo, forse mi posso permettere di prepararmi anche con tutto il mio vuoto e il mio silenzio. E spunta, quasi di nascosto, una piccola scaletta di quelle che chiamo "canzoni per la vita". Quelle canzoni schifosamente pop, di magari cui nessuno si ricorderà tra 10 anni, ma che girano/gireranno incessantemente nei nostri lettori CD o mp3 per il significato tutto speciale che hanno per noi, per la nostra vicenda, per il particolare momento storico. Quelle canzoni che non posso fare a meno di trasformare nella mia personalissima colonna sonora, e che ho sempre in sottofondo nei rari momenti di intimità con me stesso e di riflessione che riesco a ritagliarmi. La scaletta - eterogenea all'inverosimile - è la seguente:
  • Le Mele Verdi - "Pat la Ragazza del Baseball"
  • Skid Row - "Into Another" (che è la canzone della vita)
  • Pain of Salvation - "Remedy Lane"
  • Afterhours - "Voglio una pelle splendida"
  • Pain of Salvation - "Second Love"
A tutti buon ascolto e buona Pasqua.

venerdì 9 maggio 2008

Debutto

Comunicazione di servizio: sabato 10 maggio (cioè domani) alle ore 19:00 debutto dei Fujiko Mon Amour, band nella quale in cui il sottoscritto ha l'onore di militare nel ruolo di chitarrista-pigro. Se avrete la pazienza di ascoltarci, cercheremo di divertirvi con le splendide sigle dei cartoni animati della nostra infanzia (ma non dico niente altro: la scaletta è top-secret). Per maggiori informazioni: visitate il nostro sito www.fujikomonamour.com.


Ah, dimenticavo: se avete una particolare richiesta - magari la sigla di quel cartone che vi piaceva tanto, oppure di quello che non vi piaceva per niente ma la sigla era proprio bellina - lasciate un commento. Cercheremo di ampliare la nostra scaletta anche sulla base delle vostre proposte!

sabato 26 aprile 2008

Supersuono

Se suonate in un gruppo e avete bisogno di una sala prove in zona Ascoli Piceno, mi permetto di consigliarvi la sala prove SuperSuono (zona Marino del Tronto). Seguendo il link potrete ottenere tutte le informazioni riguardo ad orari, disponibilità della sala e costi (assolutamente onestissimi se paragonati a quelli di altre strutture simili). Play loud!!!

lunedì 10 marzo 2008

Venghino, signori e signore...

In riferimento al mio post sul concerto ascolano degli Europe, informo gli interessati che sui primi 500 biglietti venduti sarà applicato uno sconto di 5 euro. Dunque il prezzo per questi biglietti è di 25 euro più 3 euro di prevendita, per un totale di 28 euro. Io ovviamente sono rientrato nel numero dei fortunati...

Conto alla rovescia

Da oggi sono ufficialmente in vendita i biglietti per l'unica data italiana dei mitici Europe, che si terrà proprio qui in Ascoli!!! Inutile dire che il sottoscritto sarà in primissima fila ad applaudire gli svedesissimi eroi della mia infanzia!!!


La data del concerto è il 26 luglio. Gli Europe suoneranno nella stessa splendida Piazza del Popolo che tre anni fa vide esibirsi Labyrinth, Angra e Dream Theater. Il costo del biglietto è di 30 euro (più diritti di prevendita) e sarà possibili acquistarli già da oggi alla biglietteria del teatro comunale (oltre che negli altri punti vendita autorizzati).

Parte dunque il mio personalissimo final countdown per quel 26 luglio in cui potrò finalmente ascoltare dal vivo "Carrie", "Rock the night", "Open your Heart", "Superstitious" e naturalmente "The Final Countdown"!!!

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p.s. A chi volesse approfondire la storia degli Europe - che non si limita solo alla celeberrima "The Final Countdown" ed all'omonimo album - consiglio la voce che li riguarda su Wikipedia.

mercoledì 5 settembre 2007

La mente è più veloce della mano

Suonare, col metronomo che incalza. Sono quasi sudato... Il metronomo è un po' come il tuo migliore amico, ma non uno di quelli che ti da sempre ragione. Quando arrivi tardi ad un appuntamento si arrabbia. Ed anche se arrivi troppo presto. E si arrabbia anche se, per arrivare in orario, trascuri i dettagli. Su tremila e più note, tremila e più appuntamenti, le probabilità di farlo arrabbiare sono alte.

Sono a 90 b.p.m., ma per essere minimamente degno devo arrivare a 120. E se proprio voglio fare le cose come vanno fatte bisogna arrivare a 140. Non è facile. Per niente. Sono io da solo contro il "Moto Perpetuo" di Paganini. Io con la chitarra, lui col violino. Non è per niente facile.

Bisogna curare il movimento, ogni minima tensione nervosa e muscolare dalla spalla al polpastrello va controllata. La mano destra deve dare plettrate leggere come piume ma decise come lame. La mano sinistra deve essere sciola, morbida, elastica ma non deve avere mai un appoggio incerto. E la cosa ancora più complicata è che tutto questo deve venire naturale. Ed allora bisogna curare ogni movimento, evitare di irrigidirsi e di stancarsi.

Ma il segreto è nella gradualità delle cose, no? Si parte a 90. Oggi lo suono a 90. Dieci volte. Deve essere perfetto, senza sbavature dalle prime note (do-re-do-si-do-re-mi-do-...etc...) alle ultime (do-do-do). Poi domani (o sempre oggi, se ho tempo) lo faccio a 91. Dieci volte, perfetto, senza sbavature. E così via.

Ma allora perchè a 95 le sbavature iniziano a farsi sentire? Di questo non potevo darmi una spiegazione. Poi stasera sono stato illuminato e la sessione di tecnica quotidiana (3 ore piene, oggi ho avuto molto tempo...) ha preso una direzione inaspettata.

Ho allenato troppo le mani e poco il cervello. Dunque, invece che pensare (solo) al movimento delle mani, occorre concentrarsi sulle note che le mani devono suonare. Quando ne suoni una il cervello deve aver già percepito le prossime 10 o più, le deve aver chiamate per nome, le deve aver sentito nascere dal silenzio, una per una. Il mettere le mani al posto giusto diventa così un riflesso condizionato, qualcosa di istintivo. Ed allora, in una unica sessione si può passare da 95 b.p.m. a 105 b.p.m. senza troppi problemi.



La mente è più veloce della mano, e va allenata perchè sia quella a controllare questa, e non viceversa.

martedì 10 luglio 2007

Ascolti - 10 luglio 2007

In questo periodo sto ascoltando assiduamente quanto segue:

1) Dream Theater - "Systematic Chaos". Decisamente meglio degli ultimi due album dei Dream Theater. Canzoni godibili, pochi fronzoli, pezzi direttissimi, sound abbastanza massiccio e tante, tante, tante contaminazioni (Metallica, Rush, Queen, Opeth, qualche sprazzo settantiano, tante sonorità moderne e un po' "nu"). Il tutto incorniciato da un'ottima produzione. Nulla da dire - al solito - sulle doti tecniche dei musicisti, in particolare sulla loro capacità di essere "ensemble" ancora di più che solisti d'eccezione. E' vero che i tempi di "Images and Words" e di "Awake" (e io aggiungo "A change of season") non torneranno più, ma finchè l'alternativa è "Systematic Chaos" possiamo decisamente accontentarci. Voto: 9.

2) Symphony X - "Paradise Lost". Non sono mai stato un grande fan dei Symphony X, né tantomeno un loro attento ascoltatore. L'album in questione mi è sembrato più "diretto" di tanti altri lavori della band. Rimangono le armonie un po' "classiche" (un terreno in cui la band si muove con una competenza invidiabile) da tardo '800, le atmosfere sinfoniche e certi tecnicismi ed un uso smodato della doppia cassa (che io adoro letteralmente), ma alla fin fine è un album più che godibile con alcuni spunti notevoli (il ritornello di "Set the world on fire" è ruffianissimo... ti si pianta in testa e non se ne va più). Note di demerito assoluto: l'odiosissimo suono del P.O.D. di Michael Romero (perchè ci scommetto che un suono così plastificato lo tiri fuori solo da un P.O.D.) e la bassa qualità dei campionamenti orchestrali e corali. Nota di merito assoluto: la voce di Russel Allen, capace di incantarmi con la sua potenza, la sua precisione, la sua espressività e con la capacità di passare dall'essere "ferro" ("Seven") all'essere "piuma" (inizio di "The Sacrifice") in un batter d'occhio. Voto: 7.5 (senza P.O.D. sarebbe stato 8).

3) Emily Loizeau - "L'Autre Bout du Monde". Confermo la diagnosi che ne feci al primo ascolto: siamo davanti ad un capolavoro! Voto: 10!!!

Maravilhosa Selma!

Domenica 08/07, Monteprandone (Ascoli Piceno). Le mie orecchie si sono letteralmente incantate nell'ascoltare una esibizione del Selma Hernandes Quintet (nell'ambito del festival "AltriSuoni"). Un viaggio nelle diverse anime della musica brasiliana, rivisitata in tutte le diverse forme, evoluzioni, contaminazioni. Il tutto impreziosito dall'opera di 4 musicisti eccezionali (la formazione comprendeva batteria, basso, chitarra e clarinetto) e dalla voce di Selma Hernandez: chiara, limpida, perfetta. Il tutto ha contribuito solamente a fare aumentare la mia passione per la musica carioca! Peccato che in rete si trovi davvero poco della suddetta...

W Brazil!
Até logo!

venerdì 18 maggio 2007

Emily

Andate su Google e cercate "Emily Loizeau" tra le pagine in Italiano. Cosa viene fuori? Praticamente niente di serio. Ma possibile che nel Bel Paese nessuno si sia accorto di questo mostruoso talento transalpino? Fortunatamente io si, e ieri ho festeggiato il mio XXIX compleanno ascoltandomi - a dire il vero lo sto ascoltando anche adesso - il suo strepitoso "L'autre bout du monde" ("Dall'altra parte del mondo", ringrazio la mia amica Angela per avermi fatto arrivare la traduzione del titolo via SMS): 13 tracce d'oro suonate magistralmente ed impreziosite da una voce perfetta che traccia la rotta attraverso atmosfere romantiche e sognanti (con qualche sprazzo di ironia).


Vorrei poter dare un giudizio più profondo e ragionato. Vorrei ma non posso, perchè - in questo stadio dell'ascolto - Emily è principalmente emozione. Solo il tempo potrà dirlo, ma sono sempre più convinto di avere tra le mani un capolavoro... W la France!!!

venerdì 4 maggio 2007

Jacob Gershowitz

Ieri sera (03 maggio 2007), presso il Teatro "Ventidio Basso" di Ascoli Piceno l'orchestra Filarmonica Marchigiana si è esibita in un bellissimo tributo a George Gershwin. Alla direzione ed al sax solista il maestro Federico Mondelci, al pianoforte la giovane e micidiale pianista cinese Jin Ju. Il programma era il seguente:
  • S.Nanni - "American Medley - Round Midnight":
    1. Intro da Porgy and Bess (G. Gershwin)
    2. Summertime (G. Gershwin)
    3. Blues (G. Gershwin)
    4. You and the night and the music (A. Schwartz)
    5. Night and Day (C. Porter)
    6. Ol'man river (J. Kern)
    7. Tonight (L. Bernstein)
    8. In a sentimental mood (D. Ellington)
    9. Round Midnight (T. Monk)
  • G. Gershwin - Lullaby per archi
  • G. Gershwin - Three Preludes per pianoforte solo
  • G. Gershwin - Rhapsody in Blue per pianoforte ed orchestra
Personalmente amo molto questo tipo di repertorio, se poi aggiungiamo una esecuzione impeccabile sia da parte dell'orchestra che dei solisti ci sono tutti gli ingredienti per una grande celebrazione del sommo Gershwin a 70 anni dalla sua scomparsa. Per due ore di musica abbiamo viaggiato nelle atmosfere della musica americana dei primi anni del secolo scorso, ancora "classica" ma già un po' "jazz", sempre "colta" ma anche un po' "popolare". Hanno concluso la serata due bis al piano solo eseguiti con una tecnica mostruosa ed una intensità impareggiabile. Onestamente non so come abbia fatto il pianoforte a reggere...

Ascoli ha reagito mediamente bene, gli spettatori erano - stimando ad occhio - meno di 200, quasi tutti ultrasessantenni. Sarò ripetitivo ma è davvero un peccato che non si riescano a coinvolgere le nuove generazioni... che peraltro si perdono degli spettacoli davvero validi.

Il concerto era organizzato dalla Società Filarmonica Ascolana che concludeva così una stagione a di altissimo livello. Speriamo per il prossimo anno in una promozione che punti anche - per non dire soprattutto - a coinvolgere le persone più giovani con qualche forma "nuova". Io le mie idee ce le avrei, chissà se c'è qualcuno disposto a starmi a sentire...

domenica 22 aprile 2007

La famiglia Kern

Nel post precedente post ho parlato del bellissimo concerto di Oliver Kern qui in Ascoli. Sabato mattina, mentre passeggiavo in centro ho avuto la fortuna di incontrarlo assieme alla moglie ed al figlio (ancora molto piccolo, era nel passeggino): da quanto ho capito hanno approfittato del concerto ascolano per una breve permanenza turistica in città. Ho potuto complimentarmi dal vivo e scambiare due parole con entrambi: abbiamo parlato dell'attività concertistica di Oliver, ho chiesto informazioni sul "Preludio sopa melodie gregoriane" di Respighi, abbiamo parlato della difficoltà di educare le persone - ed in particolare le nuove generazioni - alla bellezza della bella musica (tautologia ridondante quanto necessaria), della cucina di queste zone che il buon Oliver sembra aver decisamente gradito (stava attaccando con gusto un cartoccio di Olive Ascolane), e di altre amenità. Una bellissima chiacchierata con due persone disponibilissime (per inciso: Oliver ha già rispostto ad una mail che gli inviai la sera stessa del concerto) e simpaticissime, accomunate al sottoscritto da un grande amore per la (buona) musica.

giovedì 19 aprile 2007

Oliver Kern: pianoforte solo

Sono appena tornato da un entusiasmante concerto per pianoforte solo di Oliver Kern. L'evento era organizzato dalla Società Filarmonica Ascolana, nell'ambito della stagione concertistica 2006/2007. Il programma del concerto era il seguente:
  • L. van Beethoven - Sonata in Do minore op. 13 "Patetica"
  • L. van Beethoven - Sonata in Do maggiore op. 53 "Waldstein"
  • O. Respighi - "Preludio sopa melodie gregoriane"
  • D. Seel - "Frammenti mitici"
  • M. Ravel - "Le tombeau de Couperin"
  • F. Chopin - Notturno in do diesis minore op.27/1 (bis)
  • F. Chopin - Fantasia-Improvviso in do diesis minore op.66 (bis)
In generale, l'unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere il concerto è, come già detto, entusiasmante: le dita di Kern, musicista giovane ma già affremato interprete del repertorio pianistico romantico e novecentesco, hanno letteralmente incantato i presenti con espressività, sentimento, concretezza e - cosa che non guasta mai - una tecnica letteralmente mozzafiato.

In particolare, due sono stati i momenti che mi hanno colpito maggiormente. Il primo è stato il "Preludio sopa melodie gregoriane" di Ottorino Respighi con il suo luminoso e delicato emergere dei modi e quell'accenno di poliritmia (che forse è stato più desiderato che percepito dal mio orecchio, piuttosto avido in questo senso) che hanno riversato sui tasti di un pianoforte tutta a grandezza della più antica musica occidentale, il canto gregoriano, appunto. L'altro momento di particolare interesse è stato l'esecuzione dei "Frammenti epici" del compositore tedesco Daniel Seel che, ha spiegato - in un ottimo italiano - lo stesso Kern (in un intelligente interveto dove ha solo accennato all'incrocio di prospettive tra la musica contemporanea e la terribile psicanalisi freudiana), sono stati composti per un convegno sul tema del mito classico nella musica ed eseguiti per la prima volta a Ravenna all'incirca un paio di settimane fa, proprio in occasione del convegno. Dunque la nostra città è stata il teatro della seconda esecuzione assoluta di questi tre frammenti, 10 minuti di musica, che narrano col linguaggio delle note tre celeberrimi amori del mito greco: pare quasi di sentire i colpi martello di Pigmalione scolpire il marmo di cui si innamorerà, pare di vedere Piramo e Thisbe che si rincorrono senza mai incontrarsi, pare di perdersi nell'udire il disperato grido di Eco, cui è rimasta solo la voce a dare forma invisibile ad una sostanza intangibile. Da quanto ha spiegato Kern, il suddetto Seel ha studiato anche con Olivier Messiaen: effettivamente i "Framment epici" sono stati la prova tangibile dell'influenza del compositore francese. Il concerto in generale è stato - come dicevo - emozionante, e la mastodontica Toccata in coda a "Le tombeau de Couperin di Ravel" (di cui ho apprezzato soprattutto un delicato e sognante Menuet) è stato il giusto sipario - seguito ovviamente dai bis di rito - di una serata eccezionale.

Ora le dolenti note. La scarsa affluenza di pubblico ad un evento assolutamente eccezionale per una piazza come Ascoli, l'esiguo numero di spettatori la cui età cominciasse con una cifra minore di 5, la totale assenza delle istituzioni cittadine. Su tutto questo (sul perchè in Ascoli solo gli Amici di Maria de Filippi riescano a fare il pienone al teatro, sul perchè l'Italia abbia buttato al vento secoli e secoli di bellezza e di grande musica, sui responsabili di questa decadenza, sul perchè abbiamo paura di educare le nuove generazioni a ciò che è bello e nobile) ci sarebbe da discutere. E forse un giorno lo farò. Ma non questa sera: ho troppo sonno. Peccato, però: chi non è venuto non sa cosa si è perso.

sabato 7 aprile 2007

Ascolti e silenzi

Cosa ascoltare per la Pasqua imminente? Personalmente ho riscoperto per l'ennesima volta Arvo Part, in particolare la "Berliner Messe", "Fratres", "Tabula Rasa". Al lavoro specialmente, quando ho bisogno di riflettere e rilassarmi mi rifugio tra le note del compositore estone. Ma anche a casa, prima di mettermi a suonare o a comporre, oppure a scrivere. La musica di Part è perfettamente consonante con il mio personalissimo percorso compositivo, almeno nella prospettiva che mi sono assai blandamente imposto dall'inizio del nuovo anno ("Mi raccomando: solo composizioni rigorosamente monofoniche e modali..."). Come al solito, a causa della somma di oggettiva mancanza di tempo, innaturata inconcludenza e concreta mancanza di ispirazione ho prodotto ben poco (quasi niente a dire la verità)... ma sto comunque esplorando un territorio, sto ripercorrendo gli albori della tonalità e dell'equilibrio musicale occidentale (e non solo), sto acquistando familiarità con gli strumenti sonori essenziali. Ma soprattuto: sto comprendendo sempre di più la differenza che c'è in musica tra la stasi e l'equilibrio. Prepariamoci a questa Pasqua ascoltanto poche note e tanti silenzi. Auguri a tutti!

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OnAir: Nuovi Orizzonti Artificiali - "anteriore" (che non c'entra niente con quanto scritto sopra, ma proprio non ne vogliono sapere di uscire dal mio lettore CD...)

giovedì 29 marzo 2007

Suono e silenzio

Sto traslocando. Anzi, ho appena finito di traslocare. Non definitivamente, è solo una cosa temporanea. Cinque mesi, forse sei, per dei lavori che dobbiamo fare a casa mia. Ma del trasloco in sé, parlerò in seguito. Ne ho approfittato per buttare un sacco di roba vecchia, scampata per miracolo al grande "repulisti" del post lauream. In particolare ho mandato in discarica molte vecchie audiocassette. Stavo per buttare anche quelle che comprai con una raccolta in edicola: erano tutti live, dei bootleg di gruppi storici degli anni '60 e '70. Non che le ascoltassi spessissimo ma... Tengo in particolare ad una di queste: la registrazione di alcuni brani eseguiti al pop festival di Monterey, nel 1967. Ci sono Hendrix, i Jefferson Airplane, i Fabulous Mamas and Papas, c'è Janis Joplin. E c'è una canzone... Avevo circa 13 anni, grazie a quel nastro ascoltai per la prima volta "The sound of silence" di Simon e Garfunkel. Fu una specie di colpo di fulmine. Per me era solo la colonna sonora de "Il Laureato", un film con Dustin Hoffman che avevo visto a tozzi e bocconi in tv, ma ora aveva un titolo e degli autori. Fu - nel suo piccolo - una grande scoperta.

Purtroppo - o per foruna - la nostalgia ha vinto e mi sono deciso a salvare quelle cassette (consigliato anche da mia madre). Per tutto il giorno ho canticchiato quella canzone, ed ogni volta mi veniva la pelle d'oca. Mentre andavo da casa "nuova" a casa "vecchia" la cantavo per strada e avevo gli stessi brividi che provai la prima volta che l'ho ascoltata. Poi sono arrivato a casa. Luci spente. Nessun rumore. I mobili coperti da teli di plastica.

E così ieri sera, in mezzo al silenzio della mia casa semi-vuota, nella mia stanza da letto dove erano ammassate tutte le cose che non ho portato con me nel trasloco, ho preso un vecchio registratore e mi sono riascoltato - quasi come fosse un rito - quella grandiosa versione di quel capolavoro di canzone, mentre riordinavo le cassette (definitivamente scampate alla discarica). Il suono del silenzio... per me assomiglia molto a quella canzone.

Le parole in certe circostanze non riescoo a descrivere le emozioni. Per fortuna che c'è www.youtube.com... Quindi, sifgnore e signori, godetevi quella fantastica esibizione, direttamente da quel 16 giugno 1967, a Monterey, California.